PERCORSO DI VISITA 2026 – VETRINA N.4

5) SEZIONE: Placente

È esposta una raccolta di placente iniettate ed essiccate appartenenti ai bovini, equino e dromedario; in alcune placente è presente anche il cordone ombelicale.

Si possono osservare differenze nell’aspetto della placenta in relazione al rapporto che si stabilisce tra la parete dell’utero e la placenta fetale: nella placenta dei bovini sono evidenziabili macroscopicamente delle formazioni rotondeggianti chiamate “cotiledoni”.

 È inoltre esposta la pelle della testa di feti di bovino.

–> Approfondimenti:

a) Qual è la funzione dell’organo della placenta?

La placenta è un organo temporaneo che si forma durante la gravidanza e permette gli scambi tra madre e feto.

Attraverso la placenta avviene:

  •  il passaggio di ossigeno e nutrienti dalla madre al feto;
  • l’eliminazione di sostanze di rifiuto da parte del feto.

La placenta produce anche ormoni, fondamentali per il mantenimento della gravidanza.

Sulla superficie della placenta sono presenti delle estroflessioni detti “villi coriali” che rappresentano la zona di contatto tra la placenta e la parete dell’utero.

In base alla distribuzione dei “villi coriali”, le placente si possono classificare:

  • placenta cotiledonata (bovini e piccoli ruminanti) dove i villi sono raggruppati in cotiledoni (placenta diffusa);
  • placenta diffusa, come quella del cavallo e del dromedario, in cui i villi sono distribuiti su tutta la superficie.

b) Quali sono le principali differenze tra la placenta umana e quella animale?

Pur condividendo la funzione fondamentale di scambio di nutrienti e gas, la placenta umana e quella animale presentano differenze significative che comportano modalità diverse di distacco dopo il parto.

In particolare, nella placenta umana i villi coriali sono a diretto contatto con il sangue materno e al momento del parto si ha una certa perdita del tessuto materno, negli animali invece si ha distacco senza perdita significativa di tessuto materno.